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Dott. Ing. Roberto Piccin roberto piccin

LAMPADE RISPARMIO ENERGETICO

Le lampade a risparmio energetico sono sempre più utilizzate anche per la progressiva eliminazione delle lampade a incandescenza .

L' utilizzo di questa nuova tipologia di lampade introduce però alcuni nuovi rischi . Uno di questi è l' emissione di campi elettromagnetici sicuramente non trascurabili .

Per dare un' idea dei valori di Campo Elettrico emesso si veda la seguente fotografia :

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se si pensa che con lo stesso strumento si eseguono misurazioni anche nelle vicinanze per esempio di stazioni radio base ( ripetitori per i cellulari ) cercando di stare sotto valori di 6 V/m ( lunghe permanenze ) o 20 V/m ( brevi permanenze ), vedendo cosa misura lo strumento in foto potete capire che NON trattasi di valori di campo elettromagnetico trascurabili .

Due aspetti che vogliamo sottolineare :

1- la distanza dalla sorgente ha una notevole importanza e quindi allontanandosi dalla sorgente i valori di campo elettromagnetico si abbassano velocemente . Questo però non sempre avviene . Durante le mie attività di misurazione di campi elettromagnetici , specie in abitazioni di privati che mi richiedono delle misurazioni per verificare un eventuale inquinamento indoor , capita ad esempio che la lampada a risparmio energetico viene posta in cucina proprio sopra la tavola da pranzo e spesso è posta ad un' altezza molto bassa . In questi casi la distanza tra la lampada ( sorgente ) e la testa di una persona può essere abbastanza ridotta e quindi potrebbe esserci qualche criticità .

2- le lampade a risparmio energetico non sono tutte uguali e quindi possiamo incontrare dei casi di lampade della stessa potenza ma di marca differente e che emettono valori di campo elettromagnetico del tutto diversi .

La seguente figura illustra proprio quanto appena detto : scegliendo una lampada di altra marca , questa genera un campo elettromagnetico che è circa la metà della lampada precedente :

 

FANTASMI O FORTI CAMPI ELETTROMAGNETICI...?

Lunedì mi trovavo in un' azienda per l' esecuzione della valutazione del rischio esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici ed è successa una cosa strana :

in un ufficio succedeva che l' apparecchiatura " distruggi documenti " spesso si azionava da sola ...

Come è possibile ...?

In realtà quello che succedeva è questo :

la segretaria lasciava sempre il suo cellulare sopra la scrivania e nella parte inferiore si trovava il distruggi documenti ; sta di fatto che quando arrivava una telefonata automaticamente si azionava anche il distruggi documenti .

La spiegazione è questa :

all' arrivo di una telefonata il cellulare emette un forte campo elettromagnetico che va ad interferire con la componentistica elettrica/elettronica del distruggi documenti sottostante , provocandone l' accensione spontanea.

Alcune considerazioni :

1- sicuramente il telefono cellulare emetteva un campo elettromagnetico non trascurabile . Nell' ufficio , poi , ubicato al centro di un fabbricato , la copertura radio era scarsa , con la conseguenza che l' emissione di campo elettromagnetico del cellulare era ancora maggiore .

2- il dispositivo " distruggi documenti " non era adeguatamente immune da campi elettromagnetici esterni . Presentava cioè delle problematiche di Compatibilità Elettromagnetica ( EMC ). Pur munito di marcatura CE , sorge il dubbio che su questo prodotto , prima dell' emissione sul mercato , il costruttore non abbia eseguito alcun test di Compatibilità Elettromagnetica ( EMC ) di norma obbligatorio per legge .

3- un' ultima curiosità : solitamente il campo elettromagnetico emesso da un telefono cellulare ( telefonino ) ha un certo valore in fase di squillo del telefono stesso e poi tende a scendere ( anche in modo consistente ) alla risposta e cioè quando si instaura una conversazione . In questo caso ( si trattava di un telefono cellulare Blackberry ) si è avuta la situazione opposta : durante la fase di chiamata si sono misurati valori di Campo Elettrico a radio frequenza dell' ordine dei 7 V/m mentre durante la conversazione i valori di Campo Elettrico raggiungevano anche i 25 V/m .

 

Esposizione ai Campi Elettromagnetici negli Ospedali e nelle Strutture Sanitarie


Molte delle sorgenti in ambiente ospedaliero sono di tipo intenzionale: sfruttano i campi elettrici e magnetici a fini diagnostici, terapeutici e chirurgici.

 

DISPOSITIVI PER FINI DIAGNOSTICI


TOMOGRAFI RM


Tomografi RM ad alto campo (1,5 - 3 T)


Sono sorgenti di Campo Magnetico Statico, Campi Magnetici variabili (gradienti) e di Campi Elettromagnetici a R.F.

L’esposizione dei lavoratori va valutata con particolare attenzione in presenza di Campo Statico da 3T, quando è necessario permanere all’interno della sala magnete, nel caso di esami su soggetti che necessitano di assistenza, come neonati o bambini, anziani, o invalidi.

          

 

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Centri Estetici e Radiazioni Ottiche Artificiali

Le radiazioni ultraviolette solari o degli apparecchi UV possono causare danni alla pelle o agli occhi. Questi effetti biologici dipendono dalla qualità e dalla quantità delle radiazioni così come dalla sensibilità cutanea e oculare dell‘ individuo.

 

Le esposizioni alle radiazioni ultraviolette solari o degli apparecchi UV possono portare a un invecchiamento prematuro della cute così come inducono un aumento del rischio di sviluppo di neoplasie cutanee.

 

L‘Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha infatti classificato nel 2009 i dispositivi che emettono radiazione UV per l‘abbronzatura artificiale come cancerogeni per l‘uomo nel Gruppo 1.

 

Per questi motivi l‘Organizzazione Mondiale della Sanità sconsiglia l‘uso delle apparecchiature per l‘abbronzatura artificiale a chiunque.

 

L‘occhio non protetto può sviluppare un‘infiammazione superficiale e, in alcuni casi, dopo

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Campi elettromagnetici: nuovi limiti applicabili a radio e tv?

Campi elettromagnetici: nuovi limiti applicabili a radio e tv?

 

Il decreto crescita 2.0 prevede nuove norme integrative delle disposizioni in materia di limiti di campo elettromagnetico. Il testo è adesso all’esame della x commissione del senato

Continua l’iter del Decreto Crescita 2.0 (n. 179 del 18 ottobre 2012), contenente le misure per la realizzazione dell’Agenda digitale italiana, che è stato presentato al Senato per la conversione in legge che dovrà avvenire, con eventuali modifiche, entro il prossimo 18 dicembre. Il testo è adesso all’esame della X Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) e c’è tempo fino a giovedì 8 novembre alle ore 12.00 per depositare le proposte di modifica.

Il Decreto, tra le altre cose, definisce alcune norme integrative delle disposizioni in materia di limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità, per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

Tali nuove norme contenute all’art. 14, commi 8 e 9 del Decreto legge, prevedono, rispetto alle precedenti disposizioni in materia di cui al DPCM 8 luglio 2003:

- l’esclusione dei campi generati sui tetti, anche in presenza di lucernai e i lastrici solari con funzione prevalente di copertura, indipendentemente dalla presenza o meno di balaustre o protezioni anti-caduta e di pavimentazione rifinita, di proprietà comune dei condomini (mentre il DPCM 8 luglio 2003 escludeva solo i lastrici solari, genericamente definiti);

- l’introduzione del concetto di continuatività ai fini della significatività delle permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere all’interno di edifici utilizzati come ambienti abitativi (mentre il DPCM 8 luglio 2003 faceva riferimento a tali permanenze non inferiori a quattro ore anche in assenza di continuatività);

- la previsione di una rilevazione dei valori a un’altezza di m. 1,50 sul piano di calpestio (previsione non contenuta nel DPCM 8 luglio 2003);

- la previsione di valori di attenzione e di obiettivi di qualità da intendersi come media dei valori stessi nell’arco delle 24 ore (mentre nel DPCM 8 luglio 2003 i valori di attenzione sono da intendersi mediati su un’area equivalente alla sezione verticale del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti);

- la previsione di linee guida predisposte dall’ISPRA e dalle ARPA/APPA secondo le modalità indicate dal sopracitato art. 14, comma 8, lettera d).

 

Fonte: Key4biz.it

Pile a bottone al Litio: pericolo ingestione da parte dei bambini

I Centri Antiveleni della Lombardia segnalano il rischio connesso all’ingestione di pile a bottone (micropile) al litio.

Si tratta di batterie rotonde, piatte, generalmente del diametro di due centimetri; può essere presente la sigla CR su una delle due facce.

La crescente diffusione di questo tipo di batterie ha determinato, negli ultimi 5 anni, un incremento degli incidenti legati alla loro ingestione soprattutto nei bambini più piccoli.

Tali pile possono causare un danno principalmente a carico dell’esofago, ma anche dello stomaco per il solo effetto elettrico, indipendentemente dal rilascio di sostanze tossiche successive all’apertura della pila stessa. Le conseguenze possono essere anche gravi, (perforazione esofagea) e hanno determinato un significativo aumento dei casi di morte, sottolineano i Centro Antiveleni lombardi.

Per evitare tale rischio è fondamentale impedire ai bambini di accedere al prodotto.

Spesso le micropile alimentano giocattoli o altri oggetti presenti in ambiente domestico (orologi, bilance, calcolatrici, telecomandi ecc.) e l’ingestione avviene perché il bambino stesso riesce ad impossessarsene a volte rimuovendole dalla loro sede.

E’ pertanto opportuno accertarsi che in tali oggetti gli alloggiamenti in cui sono poste le batterie siano protetti da chiusure efficienti, apribili solo con utensili specifici, non rotte o precedentemente forzate o manomesse.

Il ministero della salute grazie al sistema di allerta Rapex e all’azione di controllo dei Nas vigila affinchè i giocattoli presenti sul mercato nazionale siano conformi alla normativa, che prevede che il vano batteria, contenente le pile a bottone, sia apribile solo con l’ausilio di specifico attrezzo (esempio cacciavite a stella), in caso contrario il giocattolo non può stare sul mercato (violazione norma CEI EN 62115:2005-04).

Nel caso di ingestione certa o anche solo sospetta di una di queste pile:
telefonare a un Centro Antiveleni, non provocare il vomito e accompagnare il bambino in Pronto Soccorso anche se non presenta alcun sintomo.

È indispensabile recuperare ogni informazione utile per identificare il tipo di pila ingerita: pertanto occorre portare in ospedale l’articolo da cui la pila è stata rimossa e, se disponibili, la confezione originale della stessa o le altre batterie presenti nei dispositivi che ne contengono più di una.  

Fonte: amblav.it

 

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